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Controllo di gestione piccola azienda
Autore: Claudio Marcelli
Data: 07-05-2018

Se sai rispondere con certezza e con un SICURO "SI, ALLA PRECISIONE!" a queste 3 domande, probabilmente sei sulla strada giusta!

Come imprenditore o manager, non conoscere la risposta a questi quesiti, potrebbe comportarti difficoltà in futuro, in problemi che neanche ti stai immaginando forse oggi, quindi è bene iniziare a ragionare in un certo modo per fare un controllo di gestione nella piccola azienda! Buona lettura.
 


DOMANDA 1. Sai QUANTO guadagni. Ma sai DOVE guadagni?

La prima regola del management è: scopri la tua azione vincente e replicala.

Sai qual è la tua azione vincente? Conosci i tuoi risultati di ogni lavorazione per comprendere quali sono le categorie oppure la tipologia di cliente che ti porta più margine? Perché continui a servire quel tipo di cliente? Perché continui ad usare quel metodo di calcolo dei prezzi di vendita?

Sai esattamente come è composto il tuo risultato di fine anno? Cioè sai quali lavorazioni, attività, sedi o clienti ti hanno portato in utile e quali ti hanno affossato?

Bene, molto spesso sentiamo imprenditori e manager parlare di “fatturato”, pochi parlare di “margine” pochissimi parlare di “cassa”.

Ricorda sempre che il fatturato è vanità. Il margine è saggezza. La cassa è realtà.

Dividi la tua azienda come somma di reparti e calcola l'utile o la perdita di ognuno. Calcola anche l'utile o la perdita di ogni singolo cliente e di ogni singola attività se riesci: in questo modo avrai scomposto il tuo risultato COMPLESSIVO di conto economico (difficile da interpretare) in SOTTO-RISULTATI analizzabili!
 

DOMANDA 2. Sei sicuro al 100% dei tuoi PREVENTIVI?

Sei sicuro che i tuoi preventivi siano tarati correttamente? Come fai ad essere certo di questo? Prima di iniziare un lavoro sicuramente prevedi un tot di ore di lavorazione, costo di acquisto dei materiali, altre spese che sosterrai ed anche il prezzo di mercato corrente… ma tutto questo calcolo è corretto?

La risposta è semplice: è corretto nel momento in cui sei consapevole di quanto quella commessa ti porterà come utile netto reale, IN ANTICIPO!

In teoria i tempi di lavorazione ed i costi di acquisto dei materiali devono essere sempre rispettati, ma durante un lavoro possono cambiare di continuo le condizioni. Questo porta molto spesso a pensare “è impossibile prevedere tutto quello che può succedere da un cliente”, ed è vero, ma  è altrettanto vero che alla fine del lavoro devi comunque “tirare una riga” e vedere come è andato.

E’ dunque necessario e vitale per l’azienda, controllare la chiusura di commessa, cioè la differenza tra quanto ho fatturato al cliente e quanto ho speso (in modo globale, vedrai più avanti come si calcola) su ogni singolo ordine.

Con lo stesso principio, è altrettanto importante, a livello più generale, conoscere quali siano le tue linee di business e sapere quali ti stiano producendo utile e quali perdita.

Come fare? Il concetto è il solito, ogni linea di business avrà: ricavi, costi diretti propedeutici per quella linea e costi indiretti attribuiti!
 
 

DOMANDA 3. Sai esattamente quanto SPENDI e per COSA?

Per arrivare velocemente alla chiusura di commessa, sei mai stato costretto a rivedere acquisti, consulenze oppure incrementare velocemente la forza lavoro?

Bene, questi costi, se non previsti a preventivo, possono fare la differenza tra il tuo guadagno ed una perdita, non so se è abbastanza importante per te tenerli monitorati…

Non so se lo hai compreso tra le righe, ma come imprenditore o manager, qualsiasi sia il tuo settore, NON PUOI PRESCINDERE dal conoscere ESATTAMENTE quanta ricchezza o povertà ti abbia generato ogni singola commessa, soprattutto in un controllo di gestione nella piccola azienda.

Allo stesso modo non puoi prescindere dal conoscere quanta ricchezza o povertà ti abbia generato ogni singolo reparto. Come fai a valutare nuovi investimenti? Sulla base di quali numeri puoi prendere queste decisioni?

Molto spesso questi controlli sono fatti nel momento in cui c’è la percezione che qualche lavorazione sia andata molto male, ed allora, IMPROVVISAMENTE diventa URGENTE analizzare ore, costi e ricavi, oppure quando c'è la percezione che un'area stia assorbendo tutti i costi dell'azienda.

Se non ho risposto "SI, CON ESATTEZZA!" alle tre domande...  da dove inizio?

Come avrai compreso da questo articolo il concetto è importante, il controllo di gestione è l’attività che deve permettere ad un manager di essere sereno di aver raggiunto i propri risultati, poiché sommati ai risultati degli altri responsabili, daranno sicuramente un utile all’azienda.

Per questo motivo, ti consiglio di:
1) partire sempre, per facilità, dai tuoi costi "fissi", cioè quelli che a prescindere dai ricavi sosterrai comunque. Questi li conosci già al primo giorno dell'anno.
2) chiederti quali delle tue aree generano ricavi e calcolare il margine lordo delle tue vendite (margine lordo = ricavi - costi diretti del venduto). In questo modo avrai identificato le aree di business.
3) se lavori per commessa, impostare un controllo di gestione verticale per le singole lavorazioni svolte, per capire quali hanno generato utili e per comprendere quali siano i clienti, categorie, che ti hanno generato redditività.