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Come avere equilibrio finanziario (valutare l'indebitamento)
Autore: Claudio Marcelli
Data: 04-09-2018
Come puoi valutare se stai scegliendo nel modo corretto un prestito, un finanziamento, un leasing o l’estensione di un castelletto bancario? Cosa consigliano i guru della finanza e perché non devi ascoltarli tutti? Quali sono due semplici calcoli che possono aiutarti in queste valutazioni?

Leggi questo articolo e scoprirai i 5 modi per capire se il tuo è un indebitamento sano o malato.
 

 
1. Stai chiedendo un finanziamento per liquidità oppure per un investimento?
Se sei in procinto di chiedere un finanziamento, è il momento che tu ti chieda subito se realmente lo stai chiedendo per mancanza di liquidità corrente oppure per finanziare un investimento. Questa è già la prima distinzione che fanno anche gli istituti di credito, non trovano difficoltà generalmente a finanziare investimenti, mentre fanno più fatica ad erogare affidamenti per problemi di liquidità. Perché? Fondamentalmente perché un investimento fa parte dell’attività imprenditoriale di acquisire nuovi macchinari, attrezzature che ipoteticamente porteranno reddito e che comunque sono garantiti dal valore del bene “materiale” acquisito. I finanziamenti per mancanza di liquidità invece, non hanno una copertura “materiale” dell’investimento per cui sono di più difficile erogazione ma possono comunque essere richiesti se l’azienda, rispondendo alle successive 4 domande, risulta in equilibrio.


2. Quanto è il rapporto tra i tuoi fidi bancari ed il tuo fatturato?  
Se sommi tutti i tuoi affidamenti (fidi di cassa, fidi di anticipo fatture, fidi di salvo buon fine) e li rapporti al fatturato dell’ultimo esercizio (totale ricavi), riuscirai a trovare il tuo rapporto di affidamento bancario. Tale indice misura quanti mesi di circolante coprono i tuoi scoperti bancari, per questo motivo considerando che generalmente pagamenti a fornitori ed incassi a clienti trovano la loro realizzazione media in 90 giorni, questo rapporto non deve superare 1:4. Quindi ad esempio su 1.000.000 euro di fatturato, il limite massimo degli affidamenti richiedibili, per non entrare in un’area di rischio di indebitamento corrente, è di 250.000 euro. Per importi superiori a 250.000 euro correnti l’azienda è a forte rischio default (tranne casi particolari di aumento esponenziale del fatturato o grandi commesse con pagamento bloccato e posticipato).

 
3. Se tu incassassi tutti i tuoi crediti e pagassi tutti i tuoi debiti con quanti soldi rimarresti?  
Fai questo semplice conto: ipotizza di incassare tutti i tuoi crediti (salvo buon fine ed altri crediti commerciali) e di pagare tutti i tuoi debiti (fornitori, finanziari, verso il personale e l’erario)… con quanta liquidità rimarresti? Considera in questo calcolo anche la tua disponibilità liquida attuale. Una volta ottenuto questo valore, se positivo, significa che la tua situazione debitoria non è compromettente, se negativa devi approfondire l’analisi con questo calcolo:
 
  1. Valuta la tua posizione finanziaria netta: la posizione finanziaria netta è data dalle attività a breve (liquidità e crediti esigibili entro 12 mesi) / passività a breve (debiti da liquidare entro 12 mesi, banche passive). L’indice deve essere superiore a 1 per non andare a stressare troppo la finanza aziendale, quindi se stiamo valutando l’acquisizione di un prestito a breve si dovrebbe vedere come cambia questo indice, ma deve essere sempre >1 per azienda sana.
  2. Valuta il tuo indice di copertura delle immobilizzazioni con passività consolidate: dividi le tue immobilizzazioni nette (al netto dei fondi ammortamento) per il capitale preso da finanziatori a medio lungo termine (superiore a 1 anno). Se l’indice è maggiore di 1 significa che i debiti a medio/lungo termine sono coperti con gli investimenti che hai effettuato in azienda. Prova ad ipotizzare l’inserimento del nuovo mutuo a medio/lungo termine che vuoi ottenere e verifica che questo indice non sia mai inferiore a 1.
4. Quanti dei tuoi debiti sono a breve e quanti a medio lungo?  
Come hai compreso dal punto precedente, è fondamentale comprendere la differenza tra indebitamenti a breve e medio lungo termine.
 
Gli indebitamenti a breve termine (generalmente più facili da ottenere ma più costosi), sono spesso utilizzati come supporto alla gestione del flusso commerciale corrente (lavorazione, pagamenti, fatturazione attiva, incasso) quindi devono avere soltanto questa finalità. Possono incrementare in modo sano se in azienda sono presenti aumenti di fatturato (e quindi di conseguenza aumento dell’esposizione a breve), è sempre consigliato comunque aumentare i castelletti bancari, poiché l’aumento di fatturato porterà fatturazioni ed anticipi di importi maggiori (ma è un finanziamento coperto da un credito commerciale). Gli indebitamenti a breve termine presentano rate più alte che vanno ad aggravare la posizione finanziaria dell’azienda nell’anno successivo, se la finalità è quella di una copertura di liquidità immediata.
 
Gli indebitamenti a lungo termine sono consigliati quando vanno a coprire investimenti o progetti di sviluppo aziendali. L’acquisizione di un’altra azienda, l’introduzione di un’innovazione, lo sviluppo di un macchinario o il suo acquisto, sono esempi pratici di quando può essere utile valutare investimenti a medio/lungo termine. Il rientro sarà a rate più basse rispetto
 

 5. Attenzione ai guru

Fai attenzione: molti guru della finanza, dei quali preferisco non far nome, stanno consigliando di indebitarsi anche se non c’è una reale necessità per investire ed incrementare il proprio patrimonio, in una sorta di corsa all’arricchimento infinita e molto spesso non supportata dalle conoscenze opportune in materia legale, amministrativa e fiscale.

Riconoscerli è facile: tendenzialmente portano il concetto che “indebitarsi è sempre conveniente” e riportano il sempre funzionante "guadagno facile con questo metodo".

Il concetto che vorrei che tu ti portassi a casa leggendo questo articolo è questo: se stai valutando di ottenere un prestito chiediti qual è il reale motivo per il quale lo stai facendo. Chiedere finanziamenti perché l’azienda sta generando perdite economiche ti porterà alla rovina. L’azienda deve generare utili reali per sopravvivere, è una legge matematica. Dopo, per necessità di operatività (concetto di castelletti visto al punto 4), o investimenti, si può accedere a finanziamenti in modo sano e coerente.

Indebitarsi perché “è conveniente anche se hai i soldi e per arricchirsi” lo trovo davvero fuori da ogni logica. Tutti lavoriamo per stare bene e vivere in serenità, quindi meno problemi ti crei sul lavoro, e meglio vivi! Le felicità della vita sono anche altre, inseguire le proprie passioni, amare, coltivare amicizie e relazioni, stare con se stessi e formarsi.

Crea un’azienda che produce utili, che ha un portafoglio commerciale in espansione ed incassa i crediti dai clienti, finanzia i tuoi investimenti con l’utile generato.

Studia, informati, non fermarti al guadagno facile, soltanto il duro lavoro e diventare sempre più professionista insieme ai tuoi uomini saranno le uniche cose a fare la differenza, i finanziamenti non c’entrano niente con il successo. Pensa, quando realizzerai che non avrai bisogno di nessun finanziamento e sarai felice fuori dal lavoro, allora avrai anche insegnato qualcosa tu i guru pieni di debiti.